Il buio e l'attesa
hanno lo stesso
MALEDETTO
colore.


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martedì, 31 ottobre 2006

Piccoli vincitori crescono

Mi avvicino a queste pagine col dubbio che oggi Splinder non compia il suo dovere. Questi giorni si stanno riscaldando come fosse estate e nemmeno te ne accorgi tu che trascorri tutte le ore chiusa in casa. Tu che non hai una finestra aperta sul mondo. Non guardo le vetrine da molto tempo, non mi occorre niente. Ogni tanto le guardo solo per vedere la mia figura riflessa e sistemare la sciarpa di lino che mi avvolge il collo 10 mesi su 12. Stamattina ho vinto la mia battaglia al parcheggio arrivando un secondo prima del solito pancione che ha tra le mani il cornetto spolverato di zucchero a velo. E non oso immaginare le briciole che con disinvoltura coltiva sul sedile di guida della sua Ford Fiesta incidentata. La sua figura a stento si intravede dentro quei cumuli di riviste, libri, pubblicità: sembra ci viva dentro quell'auto. Ho vinto alle 7,30 illuminandomi sul come vestirmi in questa giornata perché proprio non ci si capisce niente con questo tempo altalenante. Dire che non c'è più la mezza stagione non è mai stato così vero! E adesso che accaldata sono di nuovo a maniche corte, ringrazio la mia mente allegra e veloce che mi ha suggerito la soluzione cipollatta pluristrato. A mezzogiorno il sole splende alto e caliente su questa giornata di fine ottobre. Dal tavolino del bar all'aperto osservo, dietro i miei occhiali scuri, le signorine che sotto le gonne indossano gli stivali invernali e hanno perso di brutto nella scelta del mattino. Ho vinto chiamandoti e invitandoti a pranzo che l'orgoglio non ne ha mai fatte cose buone. Alla radio ho ascoltato qualche stupidata di Fabio Volo che iniziare la giornata con un sorriso fa solo bene e ti fa sentire più leggera. Ma lei mi chiamerà come ogni domenica ed io non ci sarò, perché non voglio partecipare alla celebrazione muta di quella che lei crede essere la sua gioia. E ti prego non chiedermi di essere la tua testimone di nozze che non troverò mai il coraggio di dirti di NO. Ho perso e continuo a perdere, lo so bene. Davanti ad un'amicizia secolare non riesco a dirti che siamo cresciute in diverso modo e con diverse esperienze e che buongiorno e buonasera ti ho voluto sempre bene ma ora fammi vivere la mia vita. Ho vinto a prima botta a Spider e sono soddisfazioni! Ho vinto sostenendo lo sguardo di quell'uomo ineducato che non ti cede il posto sull'autobus perché non è una motivazione convincente avere un pancione di otto mesi che ti fa oscillare ad ogni frenata. Ho vinto tornando a casa sfinita perché oggi è stata una giornataccia a lavoro ma non importa. So che il lavoro nobilita l'uomo anche se tu non lo capisci questo pensiero contorto che mi cresce dentro. E sono parte del mondo e mi sento viva perché anche io sono tra il popolo che la mattina si muove in ogni direzione. Un po' vincitori, meno vinti e chi se ne frega se non riesco a dirtele quelle cose che riguardano il futuro che ti stai costruendo. Tra 10 anni non venirmelo a dire che tuo marito ti tradisce piccola fiammiferai scalza. Come fai a sentire freddo adesso che fuori è estate? Esci, osserva, guarda, sorridi, respira. Lo senti il profumo che emana l'aria? Esci, goditi le tue piccole vincite che nessuno regala niente a nessuno. E non startene a guardare da spettatore annoiato, fallo riscaldare il motore di quella macchina ormai ingolfata.


postato da: CiliegiaRossa alle ore 09:42 | link | commenti (6)
categorie: succede
mercoledì, 25 ottobre 2006


postato da: CiliegiaRossa alle ore 18:04 | link | commenti (6)
categorie: frasi fatte
mercoledì, 18 ottobre 2006

Respira

Non ci hai mai fatto caso che al primo sentore di paura, di smarrimento, trattengo il respiro per un po' e me ne sto in quell'apnea solitaria? Quando l'ossigeno arriva più lento alle braccia e alle gambe, il sangue rallenta la sua corsa e solo così sento meno dolore e tutto è più dolce. Trattengo il respiro davanti a quegli occhi di bimbo sporchi di fango, davanti alla tv che mi inonda di immagini che non ho chiesto. Ma c'è quella ragazza che ha dato la sua vita a Dio e a me sembra scandaloso rinchiudersi in un convento a far quasi nulla davanti al bisogno che grida il mondo. E chissà se tu oggi passerai da qui, magari leggerai due righe furtivamente ma respira ancora che qualcuno ha bisogno di te. Basterà una bomba o forse un fucile carico a finire il mondo mentre il sabato sera rimane sempre sacro ai discotecari e agli amanti del frastuono. E non c'è casa che non si animi un po' mentre la Carlucci ci invita a comprare il biglietto che ci cambierà la vita. Ma a te cosa ha cambiato la vita? La lotteria no di certo. Esco con queste cose in testa e dentro la macchina mi voglio eclissare il tempo che basta che la radio di sabato sera non si può ascoltare: meglio il mio cd. Gli animali non sono come noi lo sai? Lo sai che un animale non abbandona mai il suo cucciolo? Lo sai? Ma noi siamo esseri superiori, dotati di intelligenza. E chi è quella ragazza che a Catania ha buttato via la bambina messa alla luce un attimo prima? Chi sarà mai? Credi di non conoscerla? Ma si che la conosci... è quella che domani va al centro commerciale aperto anche di domenica che si sta bene tutti stretti a fare la fila per un lettore dvd in offerta. E' la tipina che all'Università va con i tacconi a spillo, che vuole fare carriera: è pur sempre carriera che ti credi? Respira ancora che il mondo peggiora. E quella donna che si è messa il nome di tua madre, lo sa che non si rubano i bambini? Ah ma scusami avevo dimenticato che lei è una Star, belle pretese Signore. Lo sai che mi hanno chiesto di chiudere l'acqua quando mi lavo i denti? Si certo, per evitare sprechi unitili. Io? ... e quanta acqua potrò mai consumare!!! L'acqua per riempire schiere infinite di piscine in cui nessuno si tufferà quella si che è ok. L'altro ieri a Catania sono arrivate dalla Campania tonnellate di rifiuti, ci poteva andar peggio non credi? Tra clandestini e rifiuti la Sicilia si arricchisce e non lo costruite il ponte della discordia che non ci serve! E poi il traghetto ha la sua poesia. Mare, terra, sole. Respira che ieri ci siamo presi uno spauracchio alla metro di Roma. Perché un incidente dovuto a non so cosa ci fa sentire immediatamente odore di attentato, di terrorismo, di camikaze. Come cambia il mondo. Respira che io lo trattengo per un po' questo respiro affannoso perché proprio non ce la faccio che destra o sinistra poco cambia Signore. E fa davvero troppa luce la parola sempre e dopo un pò non rimane niente... grande Mario!


postato da: CiliegiaRossa alle ore 10:57 | link | commenti (5)
categorie: succede
giovedì, 12 ottobre 2006

I cassetti fanno odore di chiuso

La memoria e i suoi cassetti suscitano un fascino accattivante su di me e dentro il grande archivio dei ricordi oggi galleggia un giorno di asilo. Un bagno a misura di bimbo piastrellato di bianco, mi ospita ed io abbassando le mutandine tiro fuori gomme profumate e ferma capelli. Li osservo e rigiro tra le manine e sistemandoli accuratamente tiro giù il grembiulino e torno nell'aula piena di fracasso e facce confuse. Com'erano belli i cestini di una volta, tutti rigidi, a forma di bauletto che all'apertura emanavano un profumino di panino col prosciutto o di salame. Quell'odore che sentivi dalle 8 del mattino e che arrivata la ricreazione ti aveva dato già nausea spostando la tua attenzione sul panino con la nutella della compagnetta al tuo fianco.

Per il resto i giorni dell'asilo me li ricordo in lacrime e l'ultimo anno non c'è stato verso di portarmi in quel postaccio perché ero una lagna e diventavo una spugna inzuppata d'acqua. Da non crederci!

Ricordo mani sporche, colori a cera, facce piccole, pulite. Profumo di maestre sempre più brave e belle di mamma. E stamattina che ho accompagnato mio nipote all'asilo, un cassetto della mia memoria scricchiolando si è aperto. Ho riconosciuto il profumo della mia maestra d'asilo che oggi insegna a quel cucciolotto che ho lasciato lì allegro, vibrando la manina per aria, con lo zaino in spalla e il grembiulino di Spider Man. Perché spesso basta un attimo e siamo sulla macchina del tempo, catapultati nel passato, in uno straordinario tuffo di ricordi fatto di colori, profumi, luci diverse. L'odore è l'anima delle emozioni, da questo nasce il bagliore di una vibrazione. Ad esempio ho impresso nella mia testa e custodito in un cassetto della memoria il profumo del sugo di maiale che preparava la mia nonna. Quel profumo non ha eguali e non lo sento da anni eppure è li nella mia testa che a pensarci intensamente quasi ritorna alle mie narici.

Per non parlare dell'odore della vecchia casa di campagna che non c'è più, frizzante e sempre fresco, odore di sabbia calda, di neve che si scioglie al sole, di ospedale, di cane che scodinzola, odore di lui che sorridendo si avvicina, odore di caffè che sveglia un nuovo giorno, odore di bimbo, di soldi, di me, di lacrime che sanno di sale, di birra che cade, di magliette sudate, di mare, di erba fumante, di capelli al vento, di libri.

Quasi dimenticavo... Al ritorno dall'asilo, quando mamma trovava quegli oggetti nascosti tra le mie cose, urlava così tanto che ancora oggi sento l'odore della carne sul fuoco che si brucia e io che glielo dicevo di non distrarsi per me!


postato da: CiliegiaRossa alle ore 11:13 | link | commenti (6)
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mercoledì, 04 ottobre 2006

Io

La distanza tra i pianeti non è colpa di nessuno se non delle diverse leggi di gravitazione, l'orizzonte che si schiude davanti è diverso: ogni asteroide ha il suo tipo di abitante.

Ora so che gli avvenimenti possono avere sfumature diverse, ciò che vediamo con la nostra limitatezza è quasi sempre parziale.

Gli eventi e gli incontri non sono zavorre o vicoli di cui non si conosce l'uscita, ma piuttosto specchi – piccoli, grandi, convessi, concavi, ondulati, deformanti, scheggiati, oscurati – capaci comunque, con il loro riflesso, di farci conoscere una parte ancora di noi stessi.

A volte penso come sarebbe bello che a un certo punto della nostra infanzia qualcuno ci prendesse da parte e con una lunga bacchetta ci mostrasse, come se fosse una carta geografica appesa alla parete, la mappa dei giorni a venire della nostra vita. Staremmo lì seduti sullo sgabello, con il mento in alto, ad ascoltare un signore (lo immagino con la barba bianca e un completo kaki, geografo, naturalista o qualcosa del genere) che ci spiega il percorso più sicuro per addentrarci in quel territorio misterioso.

Perché nessuno ci suggerisce i punti in cui fare attenzione? Qua il ghiaccio è più fino, là ha più spessore, procedere, deviare, arretrare, fermarsi, evitare. Perché dobbiamo sempre portarci dietro il peso dei gesti non fatti, delle frasi non dette? Quel bacio che non ho dato, quella solitudine che non ho abbracciato. Perché fin dalla nascita viviamo immersi in questa straordinaria ottusità? Tutto ci sembra eterno e la nostra volontà regna caparbia su quello straterello piccolo e confuso che si chiama  IO , lo omaggiamo come un gran sovrano. Basterebbe aprire gli occhi un solo secondo per rendersi conto che in realtà si tratta di un principe da operetta, volubile, lezioso, incapace di dominare e dominarsi, incapace di vedere un mondo al di fuori dai propri confini, che altro poi non sono che le quinte – mutevoli e ristrette – di un palcoscenico.


postato da: CiliegiaRossa alle ore 11:03 | link | commenti (3)
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