Il buio e l'attesa
hanno lo stesso
MALEDETTO
colore.


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martedì, 27 marzo 2007

Soggezione

In genere, chi costruisce qualsiasi cosa si comporta come quelli che organizzano una festa: fanno previsioni per difetto e non per eccesso; il risultato è che in una festa l'alcol a un certo punto finisce, il cibo a un certo punto finisce, lo spazio a un certo punto è insufficiente – e quasi mai succede il contrario. Anche l'autogrill, anche quelli più grandi spesso risultano insufficienti, ci si accalca l'uno sull'altro, al banco del caffè bisogna aspettare a lungo il proprio turno e qualche volta si rinuncia al panino Fattoria perché bisogna fare file troppo lunghe: alla cassa, al bagno, e in attesa del grill. I bagni no. I bagni degli autogrill sono sempre più che sufficienti per tutti. Sono tutti abbastanza enormi, e anche se si va a pisciare tutti insieme c'è sempre almeno un posto nella fila dei pisciatoi, ci sono un bagno libero e un lavabo libero davanti al quale stare dieci minuti a cercare di capire come far uscire l'acqua.
I segni di riconoscimento dei bagni degli autogrill sono due: il primo è quel triangolo giallo, piantato al centro del pavimento davanti ai bagni, che dice “pavimento scivoloso”, e lo dice a prescindere dal fatto che il pavimento sia scivoloso o meno. Il secondo segno di riconoscimento è il responsabile di quel triangolo: la signora che sta seduta a una specie di scrivania in mezzo ai due bagni, quello degli uomini e delle donne. Ogni volta che esci dal bagno ti dice: “Grazie”. Che se tu non hai imparato cosa vuol dire, vorresti rispondere “E di cosa? Ho fatto solo pipì, anzi dovrei ringraziare io lei che tiene il bagno aperto per farmi fare pipì”; e infatti. Devi ringraziarla. E il tuo segno di ringraziamento è infilare la mano in tasca e prendere una moneta, e depositarla nel piattino che sta sulla scrivania. Ma la questione è: la moneta bisogna dargliela oppure no? E come succede sempre in questi casi, sia che lasci la mancia sia che non la lasci, ti rimane il dubbio di aver fatto la cosa giusta. Certo, uno può comunque dire che lasciare una moneta è sempre una cosa giusta, ma se devo dire che il fatto che ci sia una lì seduta che mi dice grazie come per dire: “Se non mi lasci la moneta sei una merda”, ecco, non è che mi piaccia tantissimo. La soggezione psicologica che provoca non vorrei provarla mai, tanto meno nei bagni degli autogrill.


postato da: CiliegiaRossa alle ore 08:36 | link | commenti (18)
categorie: italia spensierata
giovedì, 15 marzo 2007

Dormire ancora

 “e maledico il giorno, il giorno che è malato, il giorno non esiste, non so neanche se è mai nato”

La fine di una giornata arriva per tutti. Presto o tardi. Nel momento in cui inevitabilmente approdiamo su un letto sfiniti o meno, assonnati o no, sobri o ubriachi, soli, con l'amore di una vita o magari di una sera, soddisfatti o infelici, arrabbiati e quasi mai sereni.
Il cuscino mi coccola un po', morbido, fresco. Lo riscaldo. Ma tutte le volte è uguale e gli occhi si spalancano in questa assenza di colore. Ho spento la luce, la finestra è chiusa e il silenzio è calato e tutto è pronto ma la testa continua a girare. Non ci sono ombre, solo assenze e ti rivedo mentre parcheggi la tua auto e te ne vai a piedi, chissà dove riscaldato dal sole. Gli occhi non hanno nulla da osservare eppure continuano a vedere. Ci sono cose che penso solo di sera, in questo momento infinito che precede il sonno. Come se la luce del sole da sola, non riuscisse a cullare certi pensieri. Nella stanza sento ogni cosa al suo posto, le foto sul muro, i libri con in mezzo le cartoline dal mondo, i vestiti sulla poltrona, il grande tappeto azzurro che incornicia il letto, il cellulare spento, il computer spento, e mi sento a casa mentre è cessata anche la musica dei
La Crus e i cd non girano più. Penso a quando mi sveglierò, e sarà un giorno in più e avrò tante cose da fare e da rifare. E ancora e sempre, inevitabilmente lo slide in doors mi accompagna. Se non fossi stata li in quel preciso momento, se avessi preso quel caffè, se fossi rimasta, se avessi frenato un attimo dopo, se avessi detto no. Ma è passato, è già andato. Non ho scelta. Dormire. Dormire.


postato da: CiliegiaRossa alle ore 11:50 | link | commenti (6)
categorie: succede
venerdì, 02 marzo 2007

L'Italia spensierata

"Ci sono cose che non fareste mai. Così dite: né ora né mai. Affollare uno studio televisivo con i fan di Baudo, per esempio. Sgomitare in autogrill durante l'esodo delle vacanze. Mettersi in coda per il giro della morte sulle montagne russe. Affrontare il pigia pigia per i film di Natale, ma anche per la Notte Bianca. E poi succede che vi trovate dentro le cose che non fareste mai. A tutti, prima o poi, succede. E' il momento in cui ci si chiede se ci si sente un po' stupidi. E la risposta non è NO. La risposta è SI. Ma questo è comprensivo e caloroso, suggerisce un diritto a essere un po' stupidi qualche volta nella vita. E a lasciarsi andare.”

Francesco Piccolo


postato da: CiliegiaRossa alle ore 11:28 | link | commenti (8)
categorie: frasi fatte, succede, italia spensierata