Esco ogni mattina da casa e sento solo profumo di natura che si sveglia. Non ho voglia di rimanere a letto, la sveglia non la faccio suonare, apro gli occhi prima che questa entri in funzione e sento già di essere sveglia. Ho voglia di mettere il naso fuori dalla finestra e sentire le rondini che svolazzano già da un pezzo. Scelgo una cosa leggera e dopo la doccia assaporo caffè latte freddo. Bandito il microonde stamattina che c'è aria calda che gira intorno. Ieri sera ho segnato alcuni appuntamenti live su quella carta stampata bianco e nero. Presto andrò a vedere, a sentire. Lascio la macchina nel parcheggio e vado a piedi, cammino un po' e mi godo quest'aria mite. Penso che le persone si fanno conoscere con una o due produzioni di talento, non di più, è già abbastanza sorprendente che un essere umano abbia una o due cose da dire, poi uno gestisce il proprio presente più o meno tranquillamente, dipende. In ogni caso io sono fatta così: amo guardare gli avvenimenti e allo stesso tempo pensare che non siano veri. E forse questa è già una definizione della televisione o della vita stessa. Arrivo in ufficio e la frenesia si respira da subito. Ma mi piace così. Lavorare, stancarsi, liberarsi. Malinconicamente penso a lui e troppe volte ho intuito delle strade tra gli spazi e i silenzi forse delle bugie ma la strada vera si scopre percorrendola. So bene che i rapporti umani nascono, si evolvono e muoiono in maniera perfettamente deterministica, ineluttabile quanto i moti di un sistema planetario, e sarebbe assurdo e vano sperare di modificarne per quanto poco il corso... poi come faccio in tutte le circostanze un po' difficili della mia vita, ho smesso semplicemente di pensare.
Il cielo è leggero ma non è vuoto.
Quando la sessualità scompare, è il corpo dell'altro ad apparire nella sua presenza vagamente ostile; sono i rumori, i movimenti, gli odori; e la presenza stessa di quel corpo che non si può toccare né santificare con il contatto, diventa a poco a poco un fastidio; tutto ciò, purtroppo, è noto. La scomparsa della tenerezza segue sempre da vicino quella dell'erotismo. Non esiste relazione purificata, unione superiore delle anime né qualunque altra cosa che possa somigliargli o evocarlo allusivamente.
Quando l'amore fisico sparisce, sparisce tutto; un'irritazione cupa, senza profondità, viene a riempire la serie dei giorni. E sull'amore fisico non mi facevo illusioni. Giovinezza, bellezza, forza: i criteri dell'amore fisico sono esattamente gli stessi del nazismo. Riassumendo, ero in un bel casino.
Di Moccia è piana la boccia.
Tra libri e film, editoriali, consulenze generazionali e lucchetti dell'amore, si parla solo di Federico Moccia e del suo fichissimo attore Riccardo Scamarcio.
Bella allora l'imitazione-tormentone che Fiorello fa dello scrittore che passa “da Tre metri sopra il cielo a sette libri in dieci giorni”.
“L'ultimo l'ho scritto sul telefonino mentre ero in fila dal panettiere. Si intitola Gianfornaio: è la storia di Lalla, cugina di Fede, sorella di Milli”. Chiama una fan (finta) e gli chiede: “Chè vuol dire la frase Amor che a nulla amato amar perdona?”.
Moccia-Fiorello sicuro: “Non so su quale muro l'hai letto, ma non può funzionare”.