E' vero che il nostro mondo abbonda di orrori, ma è anche certo che, se continuiamo ad essere vivi, è perchè sappiamo che non gli mancano meraviglie, e che molte di esse sta a noi trovarle. Me lo dico, anche se suona ingenuo, o può sembrare che io voglia rimuovere la paura. Me lo dico, perchè credo davvero che l'impulso che ci spinge a vivere si trovi in questa ricerca, molto più intensamente che nella paura.
Ci sono meraviglie che si ricordano e meraviglie che si desiderano, meraviglie che si scoprono come tali nel momento stesso in cui arrivano. Ci sono meraviglie che si possono avere tutti i giorni, ma per le quali occorre attenzione: il sapore vellutato del caffè quando non scotta, un flauto di Mozart che suona nell'automobile mentre fuori ruggisce il traffico più feroce, un'aspirina in tempo, un bacio fuori tempo.
Ci sono meraviglie che sono sempre possibili: un bicchiere di vino a qualsiasi orario, una carezza fuori orario, un buon film preso per caso dal videoclub. Ma ci sono meraviglie sempre possibili.
Ci sono meraviglie indimenticabili: mia nipote vestita da angelo, con ali di piume e un'aureola di fil di ferro, la faccia dell'uomo che amo al mio ritorno da una lunga assenza. E meraviglie inaspettate: la voce di mia madre dolce e timida che esce per la prima volta dalla segreteria telefonica. Ci sono meraviglie che ci danno i brividi: la libertà dei vent'anni, l'audacia dei trenta, la voglia di sopravvivere a tutto. E meraviglie da rimpiangere: Dio e l'arcobaleno.
Ci sono meraviglie che mai attingeremo, illusioni, ma anche quelle non sono da ignorare. Il puro desiderio è già in sé una meraviglia. Si possono avere meraviglie segrete e meraviglie pubbliche. Quelle segrete, lasciamole così, che forse anche nel loro segreto sta la meraviglia; fra quelle pubbliche, conservo l'ispirazione con cui vidi mia sorella e mia madre trasformare un'immondezzaio fangoso in un parco con fiori e laghetto. Serbo il fuoco nelle notti di Natale e gli occhi di tutte le mie amiche.
Ci sono meraviglie che si ascoltano, lo zio che rievoca sua madre ferma vicino ad un treno, mio fratello e i suoi amici che descrivono le quattro ragazze che hanno baciato in una discoteca, mio padre che fischietta tornando dal lavoro.
Ci sono meraviglie che sto ancora aspettando, e altre che non sempre apprezzo come meritano. Anche il paese in cui vivo, con le case e le cose che contiene è, nonostante i suoi pericoli e contro tutte le statistiche, una meraviglia.