In questi giorni in cui i camion hanno bloccato il ns livello di benessere e nel vedere le reazioni sdegnate di chi si trova impossibilitato a compiere tante quotidiane azioni che vengono percepite come diritti penso...
a quando bambino mi sdraiavo sulla trafficatissima strada deserta di macchine, erano le domeniche dell'austerity e fu una sensazione unica. A quando nevicava e la corrente se ne andava, lasciandomi ad ammirare la fioca luce della candela, all'avere poche cose e farsele bastare e non è passata una vita o forse sì... agli effetti che questi ritmi possono avere su di noi alla lunga, non più abituati a "rinunciare" a nulla, apostoli dell' "adesso e subito!" e nel panico quando d'improvviso non si può o non si riesce a fare qualcosa...
messaggio di un caro amico DOMEX
Tempo che passi come una ruspa sul mondo e sulla mia pelle
Tempo che non mi lasci il tempo di capirci un bel niente
Tempo che non hai pietà.
Pensavo a ciò che stava succedendo attorno a me e mi sentivo investita da un'ondata di felicità come una folata di vento che spalanca tutte le porte. Mi vennero improvvisamente le lacrime agli occhi. Nei giorni e nelle settimane che sono seguite ho fatto di tutto per consegnare alla memoria quanto era accaduto. Come un amante dell'arte che fugge da un museo in fiamme, ho afferrato tutto ciò che ho potuto – uno sguardo, un gemito, un sussurro – perchè non andasse distrutto, perchè potesse essere conservato. Ma non esistono fiamme più inesorabili di quelle del tempo e alla fine non sono riuscita a salvare tutto. Qualcosa però è rimasto: il fascio di luce dei suoi occhi, quel viso sospeso sopra il mio, la morbidezza delle labbra, quel calore, il terrore di essere scoperti e le espressioni, la miriade di espressioni sul suo viso, preoccupazione, richiesta di perdono, tenerezza, imbarazzo, ma soprattutto, soprattutto, desiderio.
Erano passate solo due settimane da quando lui era partito, e già dimenticavo. Il tempo offuscava i contorni dei miei ricordi più nitidi. Mi strizzavo il cervello. Cosa aveva detto? Di colpo saperlo mi sembrava una questione di vita o di morte. Chiusi gli occhi e mi concentrai. Con il trascorrere del tempo, a poco a poco mi sarei stancata di quell'esercizio. Avrei trovato sempre più estenuante quel mio spolverare i ricordi. Sarebbe arrivato il giorno, a distanza di anni, in cui non avrei più sofferto di quella perdita. Almeno non con la stessa intensità. Oppure non avrei sofferto per niente. Sarebbe venuto il giorno in cui il ricordo dei tratti di del suo viso si sarebbe affievolito, in cui sentendo per strada una madre chiamare il figlio con lo stesso suo nome, non mi sarebbe più sembrato di svenire.
dedicato a Patri che come per magia è riapparsa nella mia vita riempiendo quel vuoto
Sono aperti i suoi occhi, sono spalancati sui miei gesti. Sento il suo respiro accelerare, vedo il suo sorriso nascere segnando due linee sottili su quella pelle chiara. Riempie i polmoni di aria emettendo un gemito e si libera di eccitazione puntando quei fari azzurri e brillanti sull'orizzonte. Il vento muove i suoi sottili capelli animandoli, come se vivessero di vita propria. Davanti ai nostri occhi solo mare, spiaggia e cielo. Solo silenzio, interrotto da un leggero soffio di vento. Il profumo frizzante di salsedine ci invade. Ne abbiamo parlato per giorni di quel posto inventando storie e racconti e adesso che siamo qui, che lui è accanto a me, capisco quanto sono belle le cose semplici, quanta importanza c'è nelle cose piccole e come la bellezza delle cose ami nascondersi. Trascorso quell'istante muto riprende ad animarsi di espressioni e parole belle, fatte solo per la sua bocca. L'azzurro del suo cappello e della sciarpa si riflettono dentro i suoi occhi bellissimi intensificando quel colore di cielo che ha dentro. Gli ricordo che dimentica qualcosa in macchina. Con una sottile smorfia di gioco fa un passo indietro prendendo una sacca piena di secchielli e palette e mi grida - Forza zia, andiamo! -
Neanche l'inverno ferma i sogni di un bambino.
Inconsapevolmente (17 caratteri cavolo!) sei stato l'ispirazione per questo spazio che in silenzio ha preso forma in questi brevi mesi. Adesso che sei lontano, anche se vicino non sei mai stato, avverto la lontananza che si rafforza e la tua mancanza mi fa compagnia. Qualcuno ha messo a dormire la piccola Caterina baciandola in fronte mentre qualcun altro col suo basso a tracolla ha creato un nuovo sound magari pensandomi, chi lo sa. C'è chi ha comprato il cellulare nuovo e forse lo userà per chiamarmi appena glielo concederò. L'infermiera ha finito il suo turno e passerà da qui a vedere cosa c'è di nuovo mentre il solito utente anonimo scriverà il suo pensiero riconoscibile tra 1000. (Ciao Nico!) Il grafico-professore leggerà compiaciuto e qualche dritta me la darà presto. Un altro magico scatto prenderà posto nel tuo spazio lasciandomi a guardare sognante. Novembre è iniziato portando un'ondata di frizzante aria fredda. Nessuno conosce nessuno ma so per certo che le cose segrete sono le più preziose e chi sa tenere un segreto a se stesso senza sentire il bisogno di condividerlo con nessuno avrà sicuramente un signor carattere. Da Torino qualcuno mi segue e va bene così che i segni non si devono lasciare sfacciatamente visibili su questo straccio di terra. Buongiorno monte fumante, oggi mi sento un pò della tua lava dentro. La tentazione che in questi giorni mi ha invaso mi fa capire che sono niente e che il pensiero a volte è proprio malato come hai detto tu. La storia insegna agli uomini, gli uomini non imparano. Buona giornata ai miei lettori che tutto fa brodo e il brodo in qualche modo riscalda il cuore!
“La colpa dov'è? Qua intorno non c'è. Il giorno che tu ti senti inutile non dire che la vita ti prende alle spalle”